Migranti, in Trentino il sistema costantemente saturo: al Convento dei Cappuccini arrivano 30 nuovi posti per richiedenti asilo
L'iniziativa nata da una sinergia tra Astalli, Cappuccini e Comune di Trento e inserita nel novero della attività della “Chiesa che accoglie”. Fra le progettualità che verranno portate avanti anche quella della Scuola Penny Wirton, che accoglie ogni anno centinaia di persone di origine straniera che chiedono di imparare l’italiano

TRENTO. Nonostante la Mensa della Provvidenza abbia lasciato gli spazi della Cervara per prepararsi al nuovo avvio a settembre in via Giusti, le porte del Convento dei Cappuccini continueranno a rimanere aperte.
Con Astalli e Comune di Trento, infatti, è stata dato il via ad una nuova esperienza. Per prima cosa proseguono le attività della Scuola Penny Wirton, che accoglie ogni anno centinaia di persone di origine straniera che chiedono di imparare l’italiano.
Accanto a questo, infatti, arriverà una nuova progettualità Atas e la trasformazione di alcuni spazi, a cura di Astalli, da dedicare all’accoglienza notturna di una trentina di persone richiedenti asilo.
Con i suoi 734 posti disponibili, il sistema di accoglienza trentino è costantemente saturo e delle 1.805 persone che hanno presentato domanda di protezione internazionale nel 2023 solo 319 hanno trovato accoglienza in un progetto dedicato. Le altre sono finite nelle sacche della marginalità, tra periferie e ponti sull’Adige.
La nuova accoglienza notturna al Convento, nata da una sinergia tra Astalli, Cappuccini e Comune di Trento e inserita nel novero della attività della “Chiesa che accoglie”, prova a rispondere a una parte di questa umanità in fuga da guerre, violenze, discriminazioni, povertà e conseguenze del cambiamento climatico.


















